La manifestazione dedicata alle due ruote, in programma fino all’8 novembre a Fiera Milano Rho, raggiunge la sua massima estensione nella sede milanese. In mostra anche una straordinaria collezione di moto da Gran Premio, dalla AJS Porcupine del 1949 all’Aprilia RS-GP26
EICMA 2026, un’edizione da record a Fiera Milano Rho
Si sono ufficialmente aperte le porte dell’83ª edizione di EICMA, l’Esposizione internazionale delle due ruote, che fino a domenica 8 novembre trasformerà Fiera Milano Rho nel punto di riferimento internazionale per il mondo delle motociclette e della mobilità su due ruote. Un’edizione da record, che conferma la crescita della manifestazione e il suo ruolo centrale nel panorama motociclistico mondiale.
I numeri raccontano la portata dell’evento: 765 espositori, 2.142 brand provenienti da 52 Paesi e 300mila metri quadrati complessivi tra superficie espositiva e aree esterne. Per la prima volta da quando EICMA si svolge nel quartiere fieristico di Rho, la manifestazione occupa 10 padiglioni, uno in più rispetto al 2025, raggiungendo così la massima estensione possibile nella sede milanese. Un risultato che testimonia l’interesse crescente delle aziende e degli appassionati per uno degli appuntamenti più importanti del settore.
Dalla AJS Porcupine alla MV Agusta, il viaggio nella storia delle corse
Tra le attrazioni di questa edizione c’è anche un viaggio nella storia delle competizioni motociclistiche, attraverso una collezione di moto da Gran Premio che ripercorre oltre settant’anni di evoluzione tecnica e sportiva. Un percorso che parte dalla AJS Porcupine di Leslie Graham del 1949 e dalla Moto Guzzi 8 cilindri di Ken Kavanagh del 1955, per proseguire con la MV Agusta 6 cilindri di John Hartle del 1958 e la Norton Manx di Malcolm Uphill del 1960.
Gli anni Sessanta e Settanta sono rappresentati da modelli che hanno segnato un’epoca, come la Gilera 4 cilindri della Scuderia Duke di Derek Minter del 1963, la Benelli Quattro di Mike Hailwood del 1969, la Kawasaki H1-R di Christian Ravel del 1970 e la Ducati 500 Bicilindrica di Bruno Spaggiari del 1971. Spazio anche alla Paton 500 di Armando Toracca del 1973, alle MV Agusta di Giacomo Agostini del 1971 e Phil Read del 1974 e alla Yamaha OW23 con cui Agostini ha corso nel 1975.
Da Barry Sheene a Mick Doohan, le moto che hanno segnato gli anni Ottanta e Novanta
Il racconto attraversa poi gli anni Ottanta e Novanta con la Suzuki XR22 di Barry Sheene del 1977, la Suzuki XR40 di Franco Uncini del 1982, la Elf 3 di Ron Haslam e la Yamaha OW86 di Eddie Lawson, entrambe del 1986. Seguono la Suzuki RGV di Kevin Schwantz del 1990, la Honda NSR di Mick Doohan del 1992 e la Cagiva C593 di John Kocinski del 1993.
Valentino Rossi, Casey Stoner e Marc Márquez: l’era moderna della MotoGP
Il percorso arriva quindi all’era moderna, con le protagoniste della MotoGP: dall’Aprilia RS Cube di Colin Edwards del 2003 alle Yamaha YZF-M1 di Valentino Rossi del 2004 e del 2009, passando per la Ducati Desmosedici GP6 di Loris Capirossi e la Ilmor X3 di Garry McCoy, entrambe del 2006, la Kawasaki ZX-RR di Olivier Jacque del 2007 e la Ducati Desmosedici GP8 di Casey Stoner del 2008.
Non mancano le generazioni successive, rappresentate dalla Yamaha YZF-M1 di Jorge Lorenzo del 2010, dalla Honda RC213V di Marc Márquez del 2013, dalla KTM RC16 di Pol Espargaró del 2018, dalla Yamaha YZF-M1 di Fabio Quartararo del 2021 e dalla Ducati Desmosedici GP22 di Pecco Bagnaia del 2022.

Aprilia RS-GP26, il futuro della MotoGP passa da EICMA
A chiudere idealmente il viaggio è l’Aprilia RS-GP26 di Jorge Martin, esemplare della stagione 2026 e rappresentazione dello stato dell’arte della tecnologia applicata alle moto da Gran Premio. La sua presenza assume un significato particolare anche in vista della rivoluzione regolamentare del 2027, quando la MotoGP passerà dagli attuali propulsori da 1.000 cc a quelli da 850 cc.
